Abbiamo rallentato, ci siamo fermati, siamo proprio sicuri che tutto il nostro “progresso” ci abbia dato anche più felicità? È questo il momento di pensare ad alternative, coraggiose, nuove, semplici.

Credo che un insegnante di storia abbia a cuore come prima preoccupazione non tanto di infondere il suo sapere agli alunni, quanto piuttosto di far nascere in loro il desiderio di scoprire che nel passato, nella storia dell’uomo, è racchiusa la fonte di salvezza per il futuro, la possibilità di evitare di ripeterne degli errori e la possibilità di ricavarne quanto di buono e di bello ci sia per sé, per la propria vita e per assaporare quanto non sia per nulla scontata la convivenza civile, che ultimamente stiamo riscoprendo dopo mesi di clausura forzata per questo piccolo virus che ha bloccato il mondo intero.

Ecco dunque che non possiamo dimenticare le parole di Papa Francesco risalenti esattamente a 5 anni fa:

“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza,

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