INTERVISTA – Corrado Marastoni, Fiab Verona: «Mancano percorsi continuativi, manutenuti e illuminati. La rete è frastagliata. Manca una vera pianificazione della rete».

Mobilità sostenibile, piste ciclabili, biciclette, cicloturismo e città di Verona. Abbiamo discusso di questi temi insieme a Corrado Marastoni, presidente di Fiab Verona- Amici della Bicicletta Onlus.

Fiab Verona nasce nel 1982 con il nome di Amici della Bicicletta. Una delle prime nate in Italia, la sezione Fiab di Verona da circa quarant’anni continua a svolgere azioni di advocacy verso le istituzioni e per sollecitare i cittadini e le cittadine a scoprire il mondo della mobilità sostenibile.

– Marastoni, come si declina oggi l’attività di Fiab Verona?

Corrado Marastoni. «Abbiamo due tipi di impegni: il primo è la mobilità quotidiana, usare la bicicletta per lavoro o per spostarsi, in generale, nel proprio centro abitato; il secondo è l’uso della bicicletta nel tempo libero e il cicloturismo. In particolare, il cicloturismo è un settore economico in espansione, ben più di quanto si possa immaginare: il cicloturista è una persona a cui piace fare turismo sano, di serie A e si ferma in un territorio perché lo vuole scoprire da diversi punti di vista».

– In questo momento, come vede la mobilità sostenibile a Verona e per Verona?

Corrado Marastoni. «L’uscita dall’emergenza comporta un’inevitabile riflessione sul trasporto pubblico e sull’utilizzo dell’auto privata. Per evitare assembramenti e osservare il distanziamento sociale non si potrà più riempire un autobus come si faceva prima e, temo, che la tendenza del cittadino sarà quella di utilizzare l’auto privata per qualsiasi spostamento. Il rischio concreto è quello che la città di Verona si intasi ulteriormente e si inquini ulteriormente». Oggi la mobilità sostenibile per Verona è una grande opportunità , oltre che una necessità. Un esercito di veronesi alla guida della propria auto renderebbe la città totalmente invivibile».

Corrado Marastoni

– Come si potrebbe descrivere lo stato attuale della mobilità sostenibile a Verona?

Corrado Marastoni. «Attualmente non siamo messi benissimo, per usare un eufemismo.

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