Pubblicata la Determina n. 1271 con la quale il Comune di Verona definisce la somma per l’utilizzo dell’area scoperta da parte dell’Associazione Due Valli. L’assessore Neri: «Sanata la situazione pregressa».

Il Castello di Montorio è ancora incustodito dopo che, nell’estate del 2017, Giuseppe Pasetto lo storico guardiano del Castello di Montorio ha traslocato a seguito della mancata proroga del contratto con il Comune di Verona in conseguenza dell’intervenuta nuova normativa. Ma le cose a breve, brevississimo tempo potrebbero cambiare (fatte salve le conseguenze operative dettate dal del Covid-19).

In tal senso infatti il Comune di Verona il 24 dicembre 2018 ha pubblicato l’Avviso: “Castello di Montorio: avviso di interesse per concessione alloggio di custodia. Con tale atto l’Amministrazione Comunale intende assegnare in concessione, della durata di 5 anni, l’uso in via esclusiva del complesso immobiliare, attiguo al fortilizio “Castello di Montorio”, costituito da un fabbricato di circa mq. 200 e del terreno di pertinenza di circa mq. 5.800, a soggetti privati e/o commerciali, enti, associazioni, che presentino una propria proposta, entro il 23 gennaio 2019, per la valorizzazione dell’unità immobiliare in questione o del Castello di Montorio nel suo complesso”.

I candidati vincitori dell’Avviso di interesse sono risultati la Cooperativa Sociale Cercate, l’Associazione Preafita e l’Associazione Due Valli. Proprio quest’ultima dopo aver ricevuto, con Determina n. 1271 del 14/04/2020, la quantificazione del saldo per l’utilizzo dell’area scoperta del Castello di Montorio, per il periodo dal 3 febbraio 2011 al 19 aprile 2019 ha dato di fatto il via libera per l’inizio della nuova fase.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’Assessore Edi Maria Neri la quale, nel confermare l’avvenuto incasso dell’importo, ha dichiarato che «l’indennità ha sanato la situazione pregressa pertanto il settore Patrimonio prende in consegna l’area (del Castello) e la mette a disposizione del nuovo soggetto aggregatore ovvero la Direzione Affari Generali. Sarà infatti quest’ultima a redigere il Patto di Sussidiarietà tra il Comune di Verona, con il coordinamento e vidimazione del Settore Servizi sociali, e gli Enti no profit che si sono aggiudicati il compendio di cui all’Avviso di interesse».

Anche il Presidente dell’Associazione Due Valli, Luciano Corsi, esprime soddisfazione per la chiusura della precedente concessione precisando tuttavia che il procedimento operativo, ovvero quello relativo alla firma del Patto di Sussidiarietà, è stato fermato dall’emergenza sanitaria Covid-19. «Ora è importante definire ed attivare con attenzione il protocollo sanitario relativo all’assembramento – afferma Corsi – considerato che l’ex alloggio del custode sarà utilizzato per un progetto sociale che coinvolge persone con disabilità».

In conclusione, il Patto di Sussidiarietà altro non è in questo momento che un “progetto di massima” pertanto per renderlo esecutivo occorrerà firmarlo. È da segnalare che tra le prescrizioni indicate nell’Avviso di interesse sono previste le seguenti attività a carico dei soggetti aggiudicatari:

  • servizio di custodia, apertura, chiusura e vigilanza dell’intero complesso monumentale denominato “Castello di Montorio”;
  • interventi di manutenzione ordinaria nella zona antistante al Castello, dove si svolgono le manifestazioni culturali e teatrali, in particolare, sfalcio e irrigazione dell’erba;
  • assicurare l’accesso al sito secondo orari e giorni da concordare con il Comune a fruibilità pubblica del bene concesso;
  • gestione e apertura dei servizi igienici presenti presso il sito nelle giornate di apertura del sito a scuole e associazioni.

È alquanto strano il destino, nei tempi moderni, della splendida fortificazione che sembra essere stato eretta nel 995, anche se, secondo alcune ricerche, sembra fosse presente già agli inizi del 900. In ogni caso nel 995 l’imperatore Ottone III donò il Castello al monastero di San Zeno.

bannersmartedizioni805x105

Nel XII secolo il Castello sembrava essere il perno di un complesso fortificato a protezione della zona di pianura sotto Verona. Nel 1228 il maniero rientra tra i 29 castelli di proprietà del comune di Verona con guarnigione e Capitano. Il Castello dovette subire una devastazione nel 1313 ad opera dei Carraresi di Padova ma sotto il dominio degli Scaligeri venne ricostruito più bello di prima e la sua importanza militare e strategica crebbe ancor di più.

Anche sotto la dominazione dei Visconti e dei veneziani rimase luogo di notevole importanza strategica fino a quando non iniziò il lento inesorabile declino che culminò con la cessione a privati cittadini della bastia e dei terreni adiacenti.

In un dipinto del 1663 di Iseppo Cuman, è ben visibile l’imponenza del castello che era difeso da una cinta di mura con ben otto torri di guardia, e al cui interno erano presenti un imponente mastio alto oltre 30 metri con terrazza merlata e risalente agli inizi del XII secolo, varie abitazioni per le guarnigioni, una chiesa ed un pozzo per l’acqua indispensabile in caso di assedio.

Dopo il viaggio nel tempo arriviamo nel 1967 quando il Comune di Verona si accorda con il demanio. Prende in affitto la rocca con un canone annuo di 6.000 lire, con l’impegno di perfezionare l’acquisto che avverrà nel 1971.

Nel 1981 la famiglia Gemma proprietaria dell’omonima villa e delle terre circostanti al castello, vende ai signori Tamellini e Ruffo circa 12 campi di terra nei quali è compresa l’intera area della Bastia e anche un immobile di civile abitazione che nel temo diventerà l’alloggio del custode del castello.

Dopo un lungo periodo di trattative con i nuovi proprietari, i quali volevano realizzare nell’area campi da tennis e piscine, il 23 gennaio 1987 il Comune trova l’intesa per l’acquisto di tutta l’area del maniero (37.000 metri quadrati) pertanto anche l’immobile diventa di proprietà comunale e verrà firmato il rapporto di residenza e vigilanza tra il custode, Giuseppe Pasetto, con il Comune di Verona.

Dopo l’acquisizione da parte del Comune di Verona si comincia a discutere di recupero e valorizzazione dell’area ma l’intera struttura è completamente ricoperta da vegetazione infestante. Sulle mura ci sono profonde crepe e dalle torri si staccano pietre. La rocca del castello viene chiusa al pubblico perché non sicura.

Il Comune negli anni 90 stanzia alcune somme per la pulizia e manutenzione dell’area ma solo nel 1999 arriva lo stanziamento di un miliardo e 200 milioni di lire per il primo intervento di restauro conservativo e consolidamento strutturale del monumento.

Adesso dopo l’esecuzione delle prime opere relative ai primi stralci, iniziate nel 2002, i lavori previsti dal Piano Triennale Opere Pubbliche non sono più stati realizzati e la Rocca (ovvero dell’area interna del Castello) è chiusa e non accessibile al pubblico, al pari della ex Polveriera, il cui affidamento in gestione è stato rifiutato dalla Circoscrizione 8^, tranne in qualche straordinaria apertura.

L’inizio dei  lavori che dovrebbero portare alla messa in sicurezza e quindi all’apertura al pubblico della Rocca, continua ogni anno a migrare in quello successivo insieme alla somma dell’intervento (100.000 euro a fronte di 1.100.000 previsti a maggio 2015 e scomparsi a dicembre 2015, dopo il precedente dirottamento, nel 2012, di 600.000 euro alla Fiera di Verona).

L’unica cosa certa ad oggi, mentre scrivo questo articolo, è che il Castello è ritornato nella piena disponibilità del Comune. Resta ora da capire se i cittadini di Verona e del mondo riusciranno questa estate ad entrare e visitare il Castello cui imponenti resti si ergono sul colle di Montorio fissando nel paesaggio un suggestivo ed unico riferimento prospettico e paesaggistico.

La decisione di riaprire (Covid-19 permettendo) adesso spetta al Comune, anche in assenza del Patto di Sussidiarietà firmato.

Alberto Speciale
Foto in alto di Gianni Maistri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *